DCC ed elettronica

Il fermodellismo è sempre stato accompagnato dal forte desiderio degli appassionati di riuscire a riprodurre il più perfettamente possibile in scala la realtà ferroviaria.
I primi modelli dinamici vengono realizzati dalla  Märklin  con sistemi meccanici a molla. Nello stesso tempo, il “Vapore vivo” viene utilizzato per far funzionare come al vero, riproduzioni in scala di locomotive del periodo. In seguito vengono realizzati i primi modelli equipaggaiti con motori elettrici. Qui si incomincia ad avere una prima diramazione di sistemi in quanto vengono utilizzate per il funzionamento o la corrente alternata o la corrente continua. La Märklin sarà uno dei maggiori produttori di modelli con sistema a corrente alternata, mentre fra i produttori che useranno la corrente continua ci saranno RivaRossiLima in seguito Roco e tante altre.
Questi sistemi hanno delle centrali di controllo, ma per avvicinarsi ad un movimento realistico, i fermodellisti devono architettare sistemi elettronici molto complessi, non alla portat di tutti, che spesso presentano ancora grossi limiti.
Con l’arrivo del Digitale viene introdotto un nuovo sistema di controllo che viene semplificamente detto DCCacronimo di Digital Command Control.

Che cos’è il DCC?

Logo DCC Digital Command Control.

Le centrali DCC, alimentano i binari in corrente alternata, elaborando la durata(microsecondi) delle semionde che vengono a creare il segnale che viene trasmesso tramite i binari ai decoder, che lo leggeranno e decodificheranno. I segnali sono composti da bit che hanno valori 0 e 1.
Schema del segnale DCC

Il comando DCC codificato dalla centrale in segnale sarà l’insieme di una serie di Bit che definiti dallo standard NMRA e sarà composto da un preambolo, da un indirizzo (8bit), dal comando(8bit) e dal pacchetto di controllo erroi (8bit), tutti soddivisi da un bit, come da figura qui sotto.

Esempio schema di un comando DCC

In pratica quando si lancia un comando la centrale trasmette continuamente  questa serie di segnali ai binari e se c’è un decoder in ascolto, questo decodificherà il segnale e se l’indirizzo di riferimento è il suo, questo eseguirà il comando. Quindi se si lancia il comando accensioni luci di una locomotiva, il decoder della locomotiva, accenderà le luci e rimarranno accese finche la centrale continuerà a mandare il segnale di luci accese. Se stacchiamo la locomotiva dai binari e la rimettiamo questa avrà ancora le luci accese, perchè la centrale invia ancora il segnale di luce accese. Il decoder non ha memoria, quindi non mantiene nessun tipo di informazione quando non ha alimentazione. Se invece avessimo spento le luci, la centrale non avrebbe più trasmesso il segnale di comando e le luci non si sarebbero accese.
Il comando ha una durata di 5ms e le centrali devono essere in grado ritrasmettere questi segnali ogni 30ms

Cosa cambia con il DCC?

Con l’adozione del sistema Digitale in pratica grazie all’uso dei decoder e dei comandi digitali, ogni locomotiva può essere comandata indipendentemente, essere sempre alimentata con la conseguenza che può pur restando ferma  eseguire attività, come avere luci accese, avere attivo il sonoro se dotato di apparato sound. Di fatto, potendo lasciar alimentato il tutto, non occorre più sezionare tratte di binari: i sezionamenti si faranno solo in casi particolari quali i Loop (cappi di ritorno) e in presenza di sensori di assorbimento. Inoltre essendo i comandi inviati da un unica centrale e questa essendo collegata ai binari, i vari decoder anche accessori potranno essere collegati in qualsiasi punto dei binari per recuperare eventuale alimentazione e i segnali DCC. Di fatto con un aumento esponenziale di operatività vi è anche una semplificazione dei cablaggi.

In questa sezione del mio sito, saranno trattati più in dettaglio il funzionamento delle centrali DCC, i decoder con e senza sonoro, il collegamento con eventuale PC e l’utilizzo di accessori, quali palmari, multimaus, tastierini, sinottici, software, automazioni.

Se volete approfondire gli argomenti accennati in questa pagina, potete far riferimento ai documenti pubblicati dai siti che regolano lo standard:

www.nmra.org

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